
di Mario Bruno (capogruppo PD), Marco Espa (vicepres), Pierluigi Caria, Valerio Meloni, membri commissione Sanità e Consiglieri Regionali del PD
Il Centrodestra continua a dare i numeri sui conti della sanità. Dichiara di aver trovato debiti per 180 milioni di euro e programma di commissariare tutte le Aziende sanitarie. In realtà Cappellacci ha ereditato una sanità risanata, ma falsa i dati al solo scopo di mandare a casa gli attuali direttori generali e insediare al loro posto uomini di sua fiducia, calpestando la legge e i diritti del Consiglio e della Commissione Sanità. Alcuni dati riportati negli interventi di Renato Soru, Marco Espa, Pierluigi Caria, Mario Bruno.
1. Nel 2004 la sanità della Sardegna era nella lista nera delle regioni che il Governo Nazionale si preparava a sottoporre a pesanti provvedimenti a causa delle dimensioni dei suoi disavanzi e della totale assenza di programmazione.
La Regione rischiava di dover coprire obbligatoriamente i disavanzi pregressi aumentando le tasse (addizionale Irpef e Irap) e i ticket; rischiava inoltre di vedersi imporre da Roma (come è successo in altre regioni italiane) scelte programmatorie e gestionali riguardanti la sanità.
Nulla di tutto questo è accaduto.
La Sardegna non è stata sottoposta ad alcun provvedimento coercitivo da parte del Governo Nazionale, non è stata commissariata (come sta accadendo a molte regioni del Sud) ed è sempre stata dichiarata adempiente ai Tavoli nazionali di verifica del Ministero dell’Economia e il Ministero della Salute.
Il Governo di centro sinistra ha evitato l’aumento delle tasse, ha scongiurato l’aumento dei ticket, ha recuperato risorse statali negate alla Sardegna a causa delle precedenti numerose inadempienze, ha rivendicato più finanziamenti per la sanità sarda, ha risanato i conti del Servizio sanitario regionale.
2. Nel 2004, la Giunta Soru si era infatti trovata con oltre 470 milioni di disavanzo riferiti ai soli anni 2001, 2002 e 2003 (dati certificati dal Ministero dell’Economia) e una situazione del 2004 pesantemente pregiudicata dai provvedimenti di fine legislatura del centro destra. Si noti che i disavanzi reali (di competenza dei diversi anni) erano ancora più elevati, perché la Sardegna non aveva provveduto ad accantonare i soldi per i rinnovi dei contratti di lavoro (scaduti ormai da alcuni anni, ma non ancora rinnovati), che avrebbe dovuto accantonare come ha fatto il centro sinistra a partire dal 2005.
La il centrosinistra ha provveduto a coprire interamente i debiti accumulati dal centro destra fino al 2004, evitando così penalizzazioni per l’intera regione.
Disavanzi SSR (mln euro)* Disavanzi SSR (mln euro)*
2001
98
2002
185
2003
188
2004
272
Dati in milioni di euro, al netto della gestione straordinaria.
Fonte: Piano di riqualificazione e riorganizzazione del Ssr, luglio 2007 (pag. 112), Allegato all’Accordo tra Ministro della salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze e regione Sardegna del 31 luglio 2007
Inoltre il disavanzo previsto per gli anni successivi è di 2005 (- 210mil euro), 2006 (-34mil), 2007 (-8mil), dati non ancora certificati dal ministero.
La copertura dei disavanzi è stata possibile grazie a un impegnativo e difficile lavoro di messa a punto di numerosi adempimenti richiesti dallo Stato per il trasferimento delle risorse via via assegnate alla Sardegna, ma mai precedentemente accertate (né riscosse) a causa dei ritardi e delle inadempienze della Regione (93 mln del 2002, 15 mln L.112/’02, 27 mln per disavanzi 2001-03; 24 mln del 2000, 137 mln quota residua Fsn 2003; 129 mln quota residua Fsn 2004; saldi Irap, ecc.).
Ulteriori risorse, in particolare il maggior finanziamento per l’anno 2001 (€. 72,4 mln, a suo tempo non erogato dallo Stato per ritardi della Regione) e il residuo per l’anno 2005 (€. 99,7 mln di quota Fsn 2005), sono state in gran parte recuperate grazie ai provvedimenti adottati in attuazione del Piano di Rientro sottoscritto con il Governo nel luglio 2007.
Ma il centro sinistra non si è limitato a pagare i debiti del centro destra. Ha anche avviato un faticoso percorso di riduzione del disavanzo. In soli due anni ha ridotto i disavanzi ai livelli del 2001 (vedi grafico) e nel 2007 ha raggiunto il sostanziale equilibrio.
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Fonte: elaborazione dati Piano di riqualificazione e riorganizzazione del Ssr, luglio 2007, Allegato all’Accordo tra Ministro della salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze e regione Sardegna del 31 luglio 2007
3. Una conferma dell’opera di risanamento portata avanti dal centro sinistra è rintracciabile nei dati dell’Osservatorio Crediti di Assobiomedica sui tempi di pagamenti dei fornitori delle Aziende sanitarie.
I dati indicano con chiarezza i miglioramenti ottenuti dalla Sardegna negli ultimi anni.
Fino al 2003, i tempi di pagamento erano mediamente superiori a 400 giorni e nettamente più elevati della media nazionale, a partire dal 2004 i tempi si riducono e dal 2006 rimangono regolarmente inferiori alla media nazionale.
Un risultato importante, soprattutto se si tiene conto che in quegli stessi anni la Sardegna ha risanato i bilanci della sanità, a evitato più tasse e più ticket, ha riqualificato i servizi, ha fatto ingenti investimenti in tecnologie e strutture.
Tempi di pagamento delle Aziende Sanitarie (DSO max*)
gg
DSO: Days of Outstanding Sales, valore Massimo –
Fonte: Assobiomedica
4. Anche con riguardo al 2008 è necessario fare chiarezza. Il Tesoretto lasciato dal centrosinistra.
Le dichiarazioni del centrodestra non sono infatti comprensibili.
Nel corso del 2008, la Giunta di centrosinistra aveva infatti assegnato ed erogato alle Aziende Sanitarie Locali, all’Azienda ospedaliera Brotzu e alle Aziende ospedaliero universitarie, a titolo di riparto annuale, le risorse necessarie a coprire le spese di competenza. Una ulteriore integrazione del finanziamento era stata prevista, a chiusura di esercizio, per un ammontare complessivo di circa 86 milioni, cui si prevedeva di far fronte con le risorse già a tal fine destinate con DGR n. 71/16 del 16 dicembre 2008 (€. 13,6 mln), con le assegnazioni statali (€. 54, 8 mln) relative alla seconda tranche riconosciuta dallo Stato a seguito dell’esito positivo delle verifiche sugli adempimenti del Piano di rientro, nonché con altre poste minori. Complessivamente quindi la Giunta aveva accantonato circa 86 milioni, con i quali avrebbe potuto coprire le ulteriori spese.
Il disavanzo di 180 mln dichiarato dal centro destra non è quindi assolutamente credibile. Su quali dati si basano le stime della Giunta Cappellacci? E dove sono finiti gli 86 milioni accantonati?
Accantonamenti per oneri contrattuali disponibili deliberazione n°. 71/16 del 16.12.2008 :
Sul capitolo. SC 05.0020 dell’UPB S05.01.001 del Bilancio Regionale 2008 pari a 13.557.926,70 Euro;
tavolo tecnico Stato - Regione del 21-01-2009 per risorse da incassare :
seconda rata di finanziamento piano di rientro accordo Stato-Regioni somme a disposizione da inserire in Bilancio Cap. SC 05.0006 anno 2009 a saldo di impegni di esercizi decorsi da ripartire tra le ASL per 54.778.273,00 Euro ;
risorse da incassare a saldo del tavolo tecnico Stato - Regione del 21.01.2009 da inserire nel Bilancio 2009 pari a 8.604.848,00 Euro.
Nel Bilancio 2008 sul Cap. SC 05.0010 risultano somma da ripartire fra le Aziende Sanitarie Locali pari a 8.000.000,00 Euro .
Risultano quindi a disposizione un totale di risorse pari a 84.941.047,70 Euro.
La verità è dunque che, di fronte a spese per un totale di meno 110 milioni di euro, il centrodestra, come abbiamo documentato sopra, si dimentica di mettere in campo positivamente gli accantonamenti previdenti che il centrosinistra ha lasciato in virtuosa eredità al governo attuale: quasi 85 milioni di euro!
Il disavanzo presunto totale, stando alle cifre ufficiali fornite dall'Assessore Liori in Commissione sanità, sarebbe di soli 25 milioni di euro, ovvero la migliore gestione finanziaria degli ultimi 10 anni in campo sanitario.
Il sospetto è che, ancora una volta, il centro destra sovrastima i costi del 2008 con l’obiettivo di screditare il lavoro fatto dal centro sinistra e, al contempo, di precostituirsi una riserva di fondi da utilizzare per ulteriori spese (magari per chiudere contenziosi ai quali al contrario dovrebbe resistere). E’ un vecchio vizio di molte amministrazioni: dipingere più grave del reale il punto di partenza, buttando la colpa sui governi precedenti e rendendo così meno faticoso il percorso futuro.
Ma il lavoro fatto dal centro sinistra è certificato dal Ministero dell’Economia, che ha sempre espresso parere positivo. E il centro sinistra non ha certo potuto contare sul “Governo amico”, di cui ha tanto parlato il centro destra quando cercava il consenso degli elettori.
Per intanto, la Giunta cerchi di seguire gli ultimi adempimenti del Piano di rientro (l’ultima verifica è fissata per il 15 marzo 2010), ai quali è subordinata l’erogazione da parte del Governo di €. 8,6 milioni. Trattandosi in parte del finanziamento riferito all’anno 2001 (i famosi 72,4 mln, mai erogati dallo Stato per inadempienze della regione), il centro destra ha la possibilità di chiudere il cerchio: dopo aver fatto i danni nel 2001 può mettere la parola fine al percorso di recupero. Il percorso è stato disegnato però dal centro sinistra e la maggior parte delle risorse recuperate sono state recuperate dal centro sinistra.